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08/06/17

SORRIDERE E SPERARE CON "IL GIARDINO DEI PICCOLI INIZI" DI ABBI WAXMAN

Spesso si collega la morte alla fine di un ciclo vitale. Spesso si vede la morte come il capolinea di chi trapassa e di chi è ancora in vita senza la persona cara. Ma c’è qualcosa dopo la morte nella vita, no? C’è il dolore, c’è la rassegnazione, c’è la paura e infine… il coraggio.
Chi vive soffre e poi combatte per sé e per chi non c’è più.
Il dolore, la rassegnazione, la paura e il coraggio fanno parte della vita.
È tutta questione di tempo, poi di necessità.
Il giardino dei piccoli inizi ci insegna proprio questo: a sopravvivere e, dopo, a vivere.
Un esordio delicato, quello di Abbi Waxman, e spontaneo come alcune piante che nascono e crescono rigogliose senza aver bisogno di nulla perché già forti di per sé. Ecco: proprio questo elemento – la sua genuinità per nulla contaminata dal solito commercialismo narrativo – mi ha davvero colpita.
Credo che la storia di Lilian, una donna che ha perso il marito all’improvviso, il suo migliore amico, il suo porto sicuro, la sua metà d’anima, sia una storia vera di veri attimi. Una madre distrutta, una madre con due figlie da crescere, altri romanzi da illustrare, un’esistenza da costruire senza il suo Dan.
Il tempo non guarisce le ferite se non si vuole guarire, se si vuol restare in quella placenta chiamata sofferenza, isolati da tutto e tutti, senza aria, senza cibo, senza guardarsi mai allo specchio. Lilian, però, grazie alla sorella e alle sue bimbe e al lavoro, esce da quel nido di angoscia a piccoli passi.
Giardinaggio, famiglia, amore: Il giardino dei piccoli inizi è un romanzo che ti culla il cuore, che ti fa venir voglia di vivere e di prenderti cura persino di una piantina di basilico. 
Il libro perfetto per questa stagione calda, per riflettere e sorridere, per sentirsi ripieni di una gioia nuova e mai sperimentata.
Abbi Waxman ha uno stile delicato e semplice, capace di farci immedesimare con facilità in Lilian e nelle sue emozioni, accompagnandoci in questo viaggio nell’anima di una donna qualsiasi in un mondo pieno di donne qualsiasi.
Ho apprezzato fortemente il messaggio dell’autrice, la sua voglia di infondere in la speranza nei propri lettori, il desiderio di vita, il coraggio di guardare in faccia la perdita per poi oltrepassarla e vivere vivere vivere.
Ne consiglio la lettura, se siete in cerca di piccoli pensieri e di grandi inizi!




Titolo: Il giardino dei piccoli inizi
Autore: Abbi Waxman
Editore: Piemme
Prezzo: € 9,99 – € 18,50
Pagine: 348


Per Lilian, Dan era molto più di un marito: era anche il suo migliore amico. La sua morte è stata così improvvisa che non ha neanche avuto il tempo di salutarlo. Adesso, tre anni dopo, forse il dolore sta cedendo il passo al ricordo, e Lilian riesce a far funzionare di nuovo la sua vita: due bambine, una sorella che sa sempre come farla ridere, e il suo lavoro di illustratrice. Eppure quel senso di vuoto resta il suo compagno più fedele. Almeno finché la casa editrice per cui lavora non la spedisce a fare un corso di orticoltura e giardinaggio per un'enciclopedia illustrata…
Per la prima volta da quando Dan non c'è più, Lili si sentirà sbocciare di nuovo, proprio come i fagiolini e il sedano che impara a piantare - per non parlare di zucche, aglio, cetrioli, tutti ortaggi che richiedono cure e attenzione, fragili e precari proprio come la nostra felicità. Grazie a queste lezioni, Lili non solo conoscerà nuove persone ma, forse, si innamorerà di nuovo: perché restare chiusi in se stessi fa molto più male che correre il rischio di aprirsi e sbocciare. 

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