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21/06/17

RECENSENDO "LA MORTE È CIECA" DI KARIN SLAUGHTER

A CURA DI ANNARITA CALAUDI PER


Ormai conoscete un po’ tutti la mia ammirazione smisurata per Karin Slaughter e il mio amore assoluto per Will Trent e co., sono infatti in attesa del prossimo round per tornare a sognare! 
Nella serie appunto dedicata all’agente del GBI Trent incontriamo moltissimi personaggi della precedente serie nata dalla penna di questa autrice e grazie alla quale ha esordito a pieni voti nel mondo del thriller-poliziesco letterario: Grant County Series. La protagonista è Sara Linton, attuale compagna di Will Trent… ma com’era prima di incontrarlo? Chi era la dottoressa Linton prima di trasferirsi ad Atalanta? Come si è forgiato il suo carattere battagliero e indipendente? Ho voluto e potuto scoprirlo grazie alla HarperCollins Italia che ha riportato in auge la serie pubblicandone il primo volume: La morte è cieca (edito per la prima volta in Italia nel 2002 da Sonzogno Editore). 
Qui Will Trent non è neppure nei sogni di Sara Linton, tutt’altro, i suoi pensieri sono tutti per l'ex marito, Jeffrey Tolliver, commissario di Polizia e colui che l’ha tradita. Lavora come medico legale e pediatra nella sua cittadina. È cinica, apparentemente fredda e razionale, ma nasconde dentro di sé un mondo che non possiamo neppure intuire. Dunque, a mio avviso, è essenziale leggere l’esordio della Slaughter per conoscere davvero tutti i personaggi che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni. Oltre a Sara, ritroviamo Lena Adams, Jared Long e altri secondari, ma non meno importanti. 
Il romanzo in sé credo racchiuda l’essenza della scrittura dell’autrice, sembra dimostrare già da subito il suo infinito talento, poi arricchito e smussato nel tempo. Infatti, Karin Slaughter mira a scioccare, più che a intrigare, grazie a espedienti che definirei a tratti da graphic novel.
In particolare, la sinossi de La morte è cieca è abbastanza complessa, ma non ha il solito ritmo da procedurale poliziesco. Ci sono dei “cattivi” da catturare, degli omicidi su cui fare luce, delle vittime a cui dare giustizia, ma non sono loro i veri soggetti del tutto. Ci si sofferma molto sulle immagini forti, sulle descrizioni dettagliate dei delitti, ma anche e soprattutto sulle emozioni di ogni singolo attore del romanzo. Forse è quest’ultimo fattore che ci permette di superare lo shock di determinati passaggi. La Slaughter ha pian piano affinato la sua penna, ma in questo esordio si dimostra già “incanalata” verso quello stile che ti lascia sempre col fiato sospeso: per la sorpresa, per il disgusto, per la suspense, per i colpi di scena che comunque arricchiscono la trama. 
Devo ammettere che, da amante delle serie lette volume dopo volume in rigoroso ordine cronologico, ritornare indietro nel tempo mi ha un po’ destabilizzato. Ciò nonostante, non ho potuto fare altro che apprezzare questo salto temporale, come se grazie a una macchina del tempo abbia avuto la possibilità di valutare il passato per capire meglio il presente e così è stato! 
La morte è cieca è senz’altro un caposaldo della letteratura della Slaughter, grazie al quale muove i primi passi verso quella che sarà una carriera “gloriosa”, entrando a pieno diritto tra i maestri ineguagliabili del genere.
  



Titolo: La morte è cieca
Autore: Karin Slaughter
Editore: HarperCollins
Prezzo: € 9,99 – € 18,00
Pagine: 427


Scoprire nella toilette della tavola calda di Heartsdale il corpo agonizzante di una giovane professoressa è stato uno shock terribile per Sara Linton, pediatra e coroner della tranquilla cittadina universitaria, ma è solo l'autopsia a rivelare l'efferatezza di quella che è palesemente opera di una mente malata e perversa. Jeffrey Tolliver, capo della polizia locale ed ex marito di Sara, segue una pista dai risvolti sempre più macabri che culminano in un altro omicidio, persino più brutale del precedente. E la presenza di un sadico psicopatico nella sua città non è l'unico problema che deve affrontare, visto che la sorella della prima vittima, la detective Lena Adams, sembra intenzionata a farsi giustizia da sola.
Ma è Sara la vera chiave per scoprire l'identità del killer. Perché un segreto nel suo passato potrebbe smascherare quella mente diabolica, oppure trascinarla nella tomba.


2 commenti:

  1. Meravigliosa Harper che non si è dimenticata della nostra amata Slaughter. :)
    Grazie, Anna, per la recensione!

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    Risposte
    1. Grazie millllle, mi è piaciuto davvero molto! ^^

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