Home page         Rubriche         Contatti        

MY INSTAGRAM

28/06/17

RECENSENDO "IL SILENZIO DELLA PIOGGIA D'ESTATE" DI DINAH JEFFERIES


Chiudete gli occhi e immaginatevi gli anni Trenta, ma non nella nostra Italia, né in Inghilterra o America. Immaginate gli anni Trenta dell’India. I suoi colori, i suoi profumi, i suoi suoni.
Purtroppo però, in questo immaginario da favola, dove colori e profumi e suoni sono i protagonisti, irrompe la povertà di un popolo sopraffatto: elemento che rende cruda la realtà e ci porta coi piedi per terra.
Scattate tante fotografie, serbatele nel cuore e nella mente, perché il “bello” e il “brutto” della vita ci serve a diventare donne e uomini migliori.
Il silenzio della pioggia d’estate ci insegna proprio questo, tramite Eliza, una fotoreporter che va in India e che in India trova una nuova avventura – sentimentale e non – da vivere.
Vedova, altruista, ma anche fragile, combatte al fianco di Jay.
L’amore nasce da una fotografia, da un gesto buono verso chi è oppresso. L’amore nasce anche dall’andare controcorrente, facendo ciò che gli altri non si aspettano da te. Dolce ribellione a una società chiusa che negli anni Trenta, come adesso in fin dei conti, perché in India molto non è cambiato, ahimè, divide l’amore in caste.
Il silenzio della pioggia d’estate è un romanzo che vi farà innamorare di un paese così sfaccettato, così “bello”, così “brutto”, un paese molto differente dal nostro per tradizione e società.
I colori, i profumi e i suoni diventano una cornice forte. È di fatti impossibile estraniarsi dall’ambientazione, poiché riesce a ingoiarti tra le sue pagine, legandoti alle sue stoffe, alla moda di allora.
Magica la sensazione che senti scorrere dentro, mentre leggi, mentre focalizzi le scene, proprio come Eliza sa fare con la sua fidata macchina fotografica.
Dinah Jefferies, inoltre, ha uno stile che ti permette di entrare subito in empatia con i personaggi.
La narrazione è pulita, lineare, armoniosa nel suo insieme. Descrizioni millimetriche, ma non pesanti. Sentimenti millimetrici, ma non eccessivi.
Questo romanzo è sorprendente. Pare che lui abbia scelto me, sin dal suo arrivo.
Sistemato nella mia torre di libri da recensire, ogni giorno mi chiamava e, una volta letto, ho capito immediatamente che lo rileggerò ancora e ancora.
Mi sono innamorata dello stile di Dinah Jefferies. Sarà perché amo i romanzi storici, sarà perché amo paesi così lontani dalla mia cultura, sarà che Il silenzio della pioggia d’estate fa riflettere…
Se non lo avete capito, ve lo consiglio caldamente, tenendo bene in conto ciò che vi ho detto fin qui.
Insomma, non è una semplice storiella d’amore ambientata negli anni Trenta. C’è da comprendere la storia dell’India, i loro costumi, la loro oppressione.
Un viaggio tridimensionale col il cuore e la mente!




Titolo: Il silenzio della pioggia d'estate
Autore: Dinah Jefferies
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 2,99 – € 9,90
Pagine: 416


1930, Rajputana, India.
Dopo la morte del marito, Eliza, una giovane fotoreporter, si sente persa. A tenerle compagnia c’è soltanto la sua macchina fotografica. La solitudine viene un giorno interrotta da una chiamata e da un incarico inaspettato: il Governo britannico decide infatti di inviarla in un ricchissimo stato indiano per fotografare la famiglia reale. È l’occasione della sua vita e deve sfruttarla a ogni costo. Ma, al suo arrivo, una sorpresa l’attende: giunta al palazzo, conosce il fratello del principe, Jay, un ragazzo giovane, affascinante e dai modi gentili. Uniti dal desiderio di migliorare le condizioni della popolazione locale, che vive in estrema povertà, Jay ed Eliza scopriranno di avere più cose in comune di quanto potessero mai immaginare. Eppure la società indiana, molto tradizionalista, e le loro famiglie la pensano diversamente. E questo li costringerà a una scelta: fare ciò che tutti si aspettano da loro oppure seguire ciò che dice il cuore…


Nessun commento:

Posta un commento