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22/06/17

DRAGON: INTERVISTA A PAOLO ROVERSI


Lorenzo Visconti, ovvero Paolo Roversi. Ve lo devo presentare?
Scrittore pluripremiato e/o candidato a famosi premi letterari, coraggioso sceneggiatore, conosciuto per molti racconti, molti romanzi (La mano sinistra del diavolo, edito Mursia, tanto per citarvene uno), conosciuto per Distretto di Polizia, conosciuto per Pillole di noir di Premium Crime.
Per Apub ha ideato «la prima serie TV che si legge su Kindle».
E io vi dico in partenza che è geniale, non perché scrivo anch’io per Amazon Publishing, ve lo posso garantire: Dragon è un progetto particolarissimo e lo si evince già da La legge del Drago [...].



Oggi ho il piacere e l’onore di poter chiacchierare con Lorenzo Visconti… o Paolo Roversi? Ecco la classica confusione da pseudonimo! Ma, a tal proposito, perché la scelta – o la necessità – di un “nome d’arte”?
PR: «Avevo voglia di cimentarmi in un progetto diverso dal solito, che non ricordasse nulla di quello che avevo scritto in precedenza. Da qui la scelta quindi di adottare anche un nom de plume che comunque è dichiarato».

La legge del Drago è il primo volume della tua nuova saga crime Dragon. Qui sorge la domanda di rito: com’è nato il progetto della «prima serie TV che si legge su Kindle»?
PR: «Dalla voglia di ricreare per il mondo della letteratura quello che Netflix ha fatto per le serie televisive: una serie di romanzi (episodi) da scaricare periodicamente e con un filo conduttore. Amazon Publishing ha creduto nel progetto e, dopo la prima puntata\romanzo della serie Dragon, a luglio è già prevista la seconda uscita...».

La decisione di ambientare Dragon a Milano è stata spontanea oppure, prima della stesura, hai vagliato altre città?
PR: «Vivo in questa città da 16 anni e ci ho già ambientato molti dei miei romanzi. La scelta è stata quindi naturale».

21/06/17

RECENSENDO "LA MORTE È CIECA" DI KARIN SLAUGHTER

A CURA DI ANNARITA CALAUDI PER


Ormai conoscete un po’ tutti la mia ammirazione smisurata per Karin Slaughter e il mio amore assoluto per Will Trent e co., sono infatti in attesa del prossimo round per tornare a sognare! 
Nella serie appunto dedicata all’agente del GBI Trent incontriamo moltissimi personaggi della precedente serie nata dalla penna di questa autrice e grazie alla quale ha esordito a pieni voti nel mondo del thriller-poliziesco letterario: Grant County Series. La protagonista è Sara Linton, attuale compagna di Will Trent… ma com’era prima di incontrarlo? Chi era la dottoressa Linton prima di trasferirsi ad Atalanta? Come si è forgiato il suo carattere battagliero e indipendente? Ho voluto e potuto scoprirlo grazie alla HarperCollins Italia che ha riportato in auge la serie pubblicandone il primo volume: La morte è cieca (edito per la prima volta in Italia nel 2002 da Sonzogno Editore). 
Qui Will Trent non è neppure nei sogni di Sara Linton, tutt’altro, i suoi pensieri sono tutti per l'ex marito, Jeffrey Tolliver, commissario di Polizia e colui che l’ha tradita. Lavora come medico legale e pediatra nella sua cittadina. È cinica, apparentemente fredda e razionale, ma nasconde dentro di sé un mondo che non possiamo neppure intuire. Dunque, a mio avviso, è essenziale leggere l’esordio della Slaughter per conoscere davvero tutti i personaggi che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni. Oltre a Sara, ritroviamo Lena Adams, Jared Long e altri secondari, ma non meno importanti. 
Il romanzo in sé credo racchiuda l’essenza della scrittura dell’autrice, sembra dimostrare già da subito il suo infinito talento, poi arricchito e smussato nel tempo. Infatti, Karin Slaughter mira a scioccare, più che a intrigare, grazie a espedienti che definirei a tratti da graphic novel.

20/06/17

RECENSENDO IN ANTEPRIMA "SEI LA MIA VERITÀ" DI MIRIAM TOCCI


Montagne. Colori caldi e freddi che si mescolano. Una baita. Una donna e un uomo che sono come il diavolo e l’acqua santa. Cosa potrebbe accadere? Cosa potrebbero dirci?
Nasce così una storia fatta di passione e poi amore, una storia scoppiettante ma anche piena di pause e riflessioni, nella quale il lettore può immergersi totalmente.
Sei la mia verità ci trascina tra le Alpi francesi, tra alberi secolari e un cielo trasparente, tra profumi di bosco e le grida delle aquile. Un mondo magico nel quale prendere respiro e cominciare una nuova parentesi di vita, un mondo magico dove tutto può succedere, persino agli antipodi che cercano di respingersi per poi avvicinarci pericolosamente.
Personalmente, l’ambientazione la fa da padrone, un’ambientazione che scaccia via il caldo di questi giorni, che senti sulla pelle come un refolo di vento birichino, che ti fa sognare un posto mai visto e sempre sognato: Miriam Tocci riesce a tratteggiare al meglio le Alpi francesi con piccolissime e semplici pennellate.
Pare di essere in quella baita da ristrutturare, nelle percezioni dei protagonisti, nella loro realtà di carta e inchiostro.
Mia e Jerome sono personaggi che si fanno notare e amare all’istante.
Lei così concentrata sulla sua carriera. Lui così chiuso all’intero universo.

19/06/17

RECENSENDO "LIVIA LONE" DI BARRY EISLER


Sofferenza. 
Soprusi. 
Orrore. 
Potrei pure fermarmi qui, perché in questi tre aggettivi c’è tutta la storia di Livia Lone. Certo che Barry Eisler, autore di tantissimi thriller di successo, ci ha voluti stravolgere con una narrazione cruda e che va dritta al cuore!
Come mio solito, non vi riassumerò il sopracitato romanzo, non avrebbe alcun senso, sono qui di fatti per parlarvi di ciò che ho provato nel leggerlo.
Prima di tutto inquietudine, quell’inquietudine che un libro del genere deve mettervi sin dalla prima pagina. Poi dolore. Un dolore lancinante allo stomaco, quando il passato e il presente si alternavano in perfetta sincronia, colmando e intessendo una trama schietta fino all’inverosimile. Infine disprezzo verso l’umanità malata, quella che vende corpi, viola corpi e uccide anime.
Barry Eisler non ha lesinato nemmeno una virgola di brutture, quelle che brulicano nel silenzio della notte, in luoghi lontani e forse anche vicini, brutture così contorte che a volte preghi che siano solo incubi fin troppo vividi per essere veri.
Lo scrittore ci parla, come già presente nella sinossi, di «crimini sessuali e abusi sui minori»: non finisce però qui. Per rendere il quadro più macabro possibile, più reale possibile, la sua stessa protagonista – Livia Lone che in realtà si chiama Labee – è stata vittima di questo gioco ambiguo nel quale si vendono corpi, si viola corpi e si uccidono anime.

13/06/17

RECENSENDO "LA DONNA DI GHIACCIO" DI ROBERT BRYNDZA


Quando attendi un romanzo da davvero tanto tempo, le aspettative sono sempre alle stelle. Aspetti la storia con una fame di sapere mai sperimentata. Vuoi conoscere i personaggi, l’autore, il suo stile, vuoi entrare dentro il libro per farne parte.
Così mi è successo, quando un anno fa, più o meno, la Newton Compton ha annunciato l’acquisizione di The girl in the ice dell’autore Robert Bryndza, pubblicato in Italia con il titolo La donna di ghiaccio.
Seguivo l’autore da un po' ed ero impaziente di leggere il primo capitolo della serie dedicata alle indagini della detective Erika Foster, donna forte e caparbia, non la solita eroina tutta sospiri e fragilità. Certo, anche lei ha il dolore nel cuore, come qualsiasi essere umano, ma mostra di saperlo arginare di giorno in giorno, in quella sua vita piena di oscurità e delitti.
Robert Bryndza ci regala un thriller ben strutturato, seppure presenti alcune piccole lacune che, se contenute, avrebbero reso La donna di ghiaccio un romanzo da rileggere mille volte: che siano dovute all’inesperienza nel mondo dei thriller?

08/06/17

SORRIDERE E SPERARE CON "IL GIARDINO DEI PICCOLI INIZI" DI ABBI WAXMAN

Spesso si collega la morte alla fine di un ciclo vitale. Spesso si vede la morte come il capolinea di chi trapassa e di chi è ancora in vita senza la persona cara. Ma c’è qualcosa dopo la morte nella vita, no? C’è il dolore, c’è la rassegnazione, c’è la paura e infine… il coraggio.
Chi vive soffre e poi combatte per sé e per chi non c’è più.
Il dolore, la rassegnazione, la paura e il coraggio fanno parte della vita.
È tutta questione di tempo, poi di necessità.
Il giardino dei piccoli inizi ci insegna proprio questo: a sopravvivere e, dopo, a vivere.
Un esordio delicato, quello di Abbi Waxman, e spontaneo come alcune piante che nascono e crescono rigogliose senza aver bisogno di nulla perché già forti di per sé. Ecco: proprio questo elemento – la sua genuinità per nulla contaminata dal solito commercialismo narrativo – mi ha davvero colpita.
Credo che la storia di Lilian, una donna che ha perso il marito all’improvviso, il suo migliore amico, il suo porto sicuro, la sua metà d’anima, sia una storia vera di veri attimi. Una madre distrutta, una madre con due figlie da crescere, altri romanzi da illustrare, un’esistenza da costruire senza il suo Dan.
Il tempo non guarisce le ferite se non si vuole guarire, se si vuol restare in quella placenta chiamata sofferenza, isolati da tutto e tutti, senza aria, senza cibo, senza guardarsi mai allo specchio. Lilian, però, grazie alla sorella e alle sue bimbe e al lavoro, esce da quel nido di angoscia a piccoli passi.

06/06/17

RECENSENDO IN ANTEPRIMA "WOLF – IL GIORNO DELLA VENDETTA" DI RYAN GRAUDIN


Ci sono libri che mi mettono all’angolo. E ci sono libri che mi spiazzano. Poi ci sono libri come Wolf – Il giorno della vendetta, libri che contemporaneamente mi mettono all’angolo e mi spiazzano, libri di cui non riesco a parlarvene come vorrei, poiché ho davvero tante cosa da dire e quelle tante cose da dire si perdono tra le mie mille emozioni.
Sì, Wolf – Il giorno della vendetta mi ha terribilmente commossa, più del primo volume della duologia di Ryan Graudin, certamente impeccabile, soprattutto sotto il punto di vista stilistico, al quale, però, a mio avviso, mancava quell’empatico quid che invece è presente nel secondo.
La narrazione è molto diversa da quella di Wolf – La ragazza che sfidò il destino, nonostante sia sempre in terza persona: si dipana infatti in vari POV (point of view), tra cui quelli di Luka e Felix, rendendo appunto la narrazione accattivante e poliedrica.
Conoscere l’animo degli altri protagonisti – quello di Luka in particolare! – è stato impressionante.
Ti immergi nel personaggio, nei suoi pensieri, nel suo cuore, ne comprendi così il perché di alcune parole e di alcuni gesti, il perché ti è piaciuto al "primo sguardo", il perché è riuscito a entrarti a sua volta sottopelle.
In Wolf – Il giorno della vendetta c’è empatia allo stato puro, quel genere di sentimento che un autore imprime nelle proprie opere quando scrive col cuore e con la voglia di darsi totalmente, infischiandosene di dover piacere a tutti.

03/06/17

RECENSENDO "THE MIDNIGHT SEA" DI KAT ROSS

Sono la luce contro l’oscurità.
L’acciaio contro la negromanzia dei Druj.
E usano demoni per cacciare altri demoni…


A cosa porta il desiderio di vendetta? Quella pulsante e bramosa sensazione di voler uccidere qualcuno – o qualcosa – perché quel qualcuno – o quel qualcosa – ti ha portato via un pezzetto di cuore? Dove portano l’incoscienza e l’impulsività? Come ti cambiano il desiderio di vendetta, l’incoscienza e l’impulsività?
Nazafareen sarebbe capace di darvi una meticolosa risposta a ognuna di queste mie domande. Nazafareen è così piena di rabbia, senso si colpa, dolore. Ha un’ira funesta come un sigillo sul cuore, sull’anima, su qualsiasi pensiero che fa. E cresce cresce cresce. Prima bimba, poi ragazzina, infine donna. Una donna caparbia che combatte contro il male, contro l’oscurità. Contro se stessa.
Accanto a lei, dentro di lei, c’è Darius. Un daeva, un mostro, un demone. Ma è proprio lui a sostenerla, a difenderla, a coprire il suo “lato debole”. Ad aprirle gli occhi.
Prima odio, dopo amicizia. Forse amore?
Non vi racconterò la storia di The Midnight Sea, primo volume della serie Il Quarto Elemento, importato in Italia dalla casa editrice Dunwich, poiché è una storia che bisogna scoprire passo dopo passo, paesaggio dopo paesaggio, colpo di scena dopo colpo di scena.

01/06/17

TRA LE STRADE DI MILANO CON "LA LEGGE DEL DRAGO" DI LORENZO VISCONTI



«E questo dove sta scritto?»
«Da nessuna parte: è la legge del Drago [...].»


Lorenzo Visconti, ovvero Paolo Roversi. Ve lo devo presentare? Scrittore pluripremiato e/o candidato a famosi premi letterari, coraggioso sceneggiatore, conosciuto per molti racconti, molti romanzi (La mano sinistra del diavolo, edito Mursia, tanto per citarvene uno), conosciuto per Distretto di Polizia, conosciuto per Pillole di noir di Premium Crime.
Per Apub ha ideato «la prima serie TV che si legge su Kindle». E io vi dico in partenza che è geniale, non perché scrivo anch’io per Amazon Publishing, ve lo posso garantire: Dragon è un progetto particolarissimo e lo si evince già da La legge del Drago. Vuoi perché la Milano che Roversi ci presenta è una Milano che si spoglia della sua consueta perfezione, vuoi perché ci fa vivere l’ingiustizia di uno Stato ingiusto, vuoi perché Lorenzo Visconti detto Drago è uno dei personaggi più umani che io abbia mai incontrato in anni e anni di libri letti e riletti.
Un uomo – un ex sbirro – che, in mesi ci carcere, ha sete d’aria e libertà per poi accorgersi che forse era meglio rimanere nelle quattro mura della sua cella.
La città è marcia, gli umani sono marci. E Drago, nel suo modo di essere contorto, spietatamente cinico e schietto, non lo è. Lui non è marcio. Lui è una di quelle persone che sembrano cattive, però, in verità, sono semplicemente vere. Drago è vero come le parole che dice, vero come le azioni che compie: non si nasconde dietro porte blindate e stanze segrete. Si mostra per quel che è e… vince!