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30/05/17

GUARDANDO LA VITA CON "INSEGNAMI A VEDERE L'ALBA" DI JOSH SUNDQUIST



Parto subito col dire che la cecità – nello specifico, la retinite pigmentosa – è una tematica che mi tocca nel profondo, in quanto la conosco molto molto bene, vivendola sulla pelle di alcuni miei cari: ebbene, sì, sono cresciuta tra non vedenti! In realtà, ho persino fatto il Servizio Civile Nazionale presso I’Uici (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Quando perciò la casa editrice Giunti mi ha proposto in lettura Insegnami a vedere l'alba, qualcosa è immediatamente scattata nel mio cuore. Qualcosa che mi ha ricordato le domande più strane che facevo a mia zia e ai miei cugini, qualcosa che mi ha ricordato come immaginavo il loro mondo senza colori e definizione, qualcosa che mi ha fatto dire “Grazie, Dio, per la mia vista!” anche se è sgangherata.
Insegnami a vedere l’alba, di Josh Sundquist, è un libro che apre un portone su una realtà che in pochi conoscono davvero e sulla quale spesso si ha una sorta di “pregiudizi” (i ciechi non possono cucinare, i ciechi non possono truccarsi, i ciechi non possono ballare).
Niente di più sbagliato, cari miei, e, se ne volete sapere di più, scrivetemi: ho tanti nomi da farvi, tra cuochi e beauty blogger e ballerini!
Il libro di Josh Sundquist, come dicevo, dipinge il mondo buio di Will. Un nato cieco, uno che non sa com’è fatto veramente un fiore, un uovo, un triangolo.
Will ci insegna il sarcasmo con il quale dovremmo vivere le nostre vite imperfette, forse molto più semplici della sua. Will ci insegna anche che dovremmo osare per vivere le nostre vite imperfette con più perfezione e Will infatti osa.
Che il protagonista si sottopone a un’operazione sperimentale, lo si viene a sapere già dalla sinossi, perciò non vi sto spoilerando nulla, quel che dovrete scoprire è come Will affronterà il cambiamento. Insomma, mettetevi nei panni di una persona che per la prima volta apre gli occhi!
Insegnami a vedere l’alba mi ha dato tantissimo, anche se la questione “operazione sperimentale” non mi ha del tutto convinta, soprattutto per la miracolosa guarigione (attualmente c’è la possibilità dell’occhio bionico chiamato Argus II, approvato nel febbraio 2013 dalla Food and Drugs Administration, funzionante tramite una videocamera «alloggiata negli occhiali del paziente» che invia le immagini, tramite un complesso processo, a «un’antenna all’interno dell’impianto retinico»). Insegnami a vedere l’alba mi ha riportato indietro col tempo, quando ancora non sapevo cosa ci fosse di estremamente diverso tra vedenti e non vedenti, e mi ha insegnato di nuovo la bellezza della vita vista anche con gli occhi di un miope, perché la vista è una delle cose più preziose che abbiamo e bisogna vederla per viverla: tutto quel che ci circonda ci rende vivi tramite le sfumature, i suoni, le carezze, gli odori, i gusti.
Will è un bravo insegnante. Josh Sundquist, con il suo stile irriverente e spontaneo, è un bravo insegnante. Noi siamo pronti a imparare? 




Titolo: Insegnami a vedere l'alba
Autore: Josh Sundquist
Editore: Giunti
Prezzo: € 13,00
Pagine: 264


L'amore è più di quel che vedono gli occhi.
Will, pur essendo cieco dalla nascita, decide di frequentare un liceo pubblico, vincendo i timori della madre iperprotettiva. Inizia così un'esilarante tragicommedia: in mensa si siede sulle gambe di un compagno, una ragazza ha una crisi di nervi convinta che lui la stia fissando... Per riparare, Will si offrirà di aiutarla a scrivere un articolo su una mostra di Van Gogh: impresa difficilissima, perché a Will mancano totalmente il concetto di prospettiva, di colore, e Cecil deve spiegargli ciò che vede evitando qualsiasi metafora visiva.
Quando a Will viene offerta la possibilità di affrontare un'operazione sperimentale che potrebbe ridargli la vista, il padre, medico, cerca di dissuaderlo perché i casi di successo sono rarissimi e le ricadute psicologiche spesso pesantissime. Ma Will decide di rischiare e le conseguenze, seppur inaspettate e difficili da superare, gli rivoluzioneranno meravigliosamente la vita.



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