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30/05/17

GUARDANDO LA VITA CON "INSEGNAMI A VEDERE L'ALBA" DI JOSH SUNDQUIST



Parto subito col dire che la cecità – nello specifico, la retinite pigmentosa – è una tematica che mi tocca nel profondo, in quanto la conosco molto molto bene, vivendola sulla pelle di alcuni miei cari: ebbene, sì, sono cresciuta tra non vedenti! In realtà, ho persino fatto il Servizio Civile Nazionale presso I’Uici (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Quando perciò la casa editrice Giunti mi ha proposto in lettura Insegnami a vedere l'alba, qualcosa è immediatamente scattata nel mio cuore. Qualcosa che mi ha ricordato le domande più strane che facevo a mia zia e ai miei cugini, qualcosa che mi ha ricordato come immaginavo il loro mondo senza colori e definizione, qualcosa che mi ha fatto dire “Grazie, Dio, per la mia vista!” anche se è sgangherata.
Insegnami a vedere l’alba, di Josh Sundquist, è un libro che apre un portone su una realtà che in pochi conoscono davvero e sulla quale spesso si ha una sorta di “pregiudizi” (i ciechi non possono cucinare, i ciechi non possono truccarsi, i ciechi non possono ballare).
Niente di più sbagliato, cari miei, e, se ne volete sapere di più, scrivetemi: ho tanti nomi da farvi, tra cuochi e beauty blogger e ballerini!
Il libro di Josh Sundquist, come dicevo, dipinge il mondo buio di Will. Un nato cieco, uno che non sa com’è fatto veramente un fiore, un uovo, un triangolo.

27/05/17

Premio letterario “Angelo Zanibelli”



Giunge alla sua quinta edizione il Premio Zanibelli dedicato a opere letterarie che raccontano la salute, le tematiche sanitarie e l’esperienza di malattia attraverso la narrazione.
Il Premio ha come obiettivo quello di sostenere l’importanza e il valore della narrazione come strumento fondamentale dal punto di vista sociale e terapeutico.

Per partecipare è sufficiente inviare la propria
opera entro e non oltre il 15 giugno. 


Quest'anno, oltre alla sezione dedicata ai libri editi, il Premio ne prevede una per gli inediti che potranno essere presentati entro e non oltre il 30 giugno: il miglior inedito sarà pubblicato grazie alla collaborazione con Cairo Editore.


I moduli di iscrizione e il bando che descrive
le modalità di partecipazione sono disponibili su:


24/05/17

RECENSENDO IN ANTEPRIMA "CUORE DELICATO, LAVARE A MANO" DI SIMONA MORANI

Le sfuggì un sorriso. Ecco un nome che gli calzava alla perfezione. Donato. Non era un nome che aveva sentito spesso. Nonostante fosse naturale, dopotutto: un dono mandato dall'alto per colorare le giornate grigie della gente. Piena di ammirazione, allungò a sua volta la mano. "Piacere, Donato," gli rispose abbandonandosi alla sua stretta decisa "io sono la Rina.


Sessantadue anni, una lunga vita alle spalle, mille emozioni, mille dolori, tanta fatica, tanti sogni smarriti: questa è Rina. Una donna che ha avuto tutto e ha perso tutto, una donna che non si sente donna da parecchio tempo.
Ma un giorno decide di cambiare, un giorno nella sua nuova lavanderia self-service entra un giovane di bell’aspetto, educato, magnetico, simpatico. Donato «potrebbe essere suo figlio», ma ciò non le impedisce di avvertire un palpito in fondo al cuore, proprio per come lui la fa sentire: accesa, bella, una donna corteggiata senza essere davvero corteggiata.
Vi starete chiedendo se Cuore delicato, lavare a mano sia la storia d’amore di una donna più grande con un ragazzino, vero? Be’, posso dirvi quel che è, a mio avviso: una storia d’amore con se stessi, con quella parte di noi che abbiamo dimenticato, con quel nostro cuore «delicato» che spesso centrifughiamo in lavatrice senza pietà.
Simona Morani ci racconta la vita di una donna qualsiasi, una vedova, un usignolo che ha deciso di mettersi in gioco. Mettersi in gioco, però, spesso è difficile a trent’anni, figuriamoci a sessantadue. Ed è esattamente questo senso di rivalsa che mi ha conquistata: questa voglia di ricominciare d’accapo, anche se l’anima traballa, anche se ci sarebbero mille motivi per non farlo. Eppure Rina non torna sui suoi passi, si lancia verso il vuoto.
Non voglio farvi spoiler, vi dico semplicemente che nelle ultime pagine di Cuore delicato, lavare a mano mi sono ineffabilmente emozionata.

23/05/17

RECENSENDO IN ANTEPRIMA "PLAYLIST: L'AMORE È IMPREVEDIBILE" DI JEN KLEIN


Quante volte ho detto e ridetto che adoro le storie d’amore nate dall’amicizia? E, perciò, quando leggo la sinossi di un romanzo nel quale i protagonisti sono amici e poi si innamorano e poi chissà… non posso non leggerlo, no!? È stato infatti questo input ad avermi spinto verso Playlist, da oggi disponibile in Italia grazie alla casa editrice De Agostini.
Uno young adult divertente, irriverente, pieno di spunti, con tanta tenerezza, fragilità e speranza. Uno young adult come pochi in giro, con una trama semplice, semplicissima forse, che si fa leggere con una facilità incredibile: ho impiegato poche ore per terminarlo, uno dei pomeriggi più rilassante degli ultimi mesi.
Mi è piaciuto, l’ho trovato delizioso e leggero, ma anche profondo, perché June – capricciosa e sfrontata e borbottante June – mi ha ricordato molto la mia adolescenza. Quella voglia di finire il liceo e iniziare una nuova vita, di sentirmi adulta anche se ancora in effetti ero una ragazzina, quella prepotente ambizione di rivalsa che nasce dal proprio desiderio di indipendenza. June è un concentrato di polvere da sparo, pronta a far saltare in aria chiunque può guastare i suoi sogni per l’avvenire, mentre Oliver, dal canto suo, vive coi piedi ben piantati nel presente.

22/05/17

PASSEGGIANDO PER ROMA CON "QUELLO CHE I TUOI OCCHI NASCONDONO" DI SERENA NOBILE


Lei si muoveva con la sicurezza di chi considera un angolo di mondo casa sua e lo aveva preceduto fino a una piccola, incantevole terrazza che si affacciava sui Fori Imperiali, riparata dagli edifici del Comune di Roma e dai Musei Capitolini. Sopra il tappeto di ghiaia chiara e aghi di pino, una stele di pietra larga come un lettino aveva fatto loro da tavolo e Bianca vi si era seduta piegando le gambe di lato e poi aveva preso dalla grande borsa di cuoio una tovaglia a quadri rossi e bianchi.

 


Ho una mia trinità delle autrici italiane più in vista degli ultimi dieci anni, una trinità di autrici che per me sono ineguagliabili. Parlo di: Amabile Giusti, Laura Mercuri e Virginia de Winter. A seguire ovviamente ce ne sono molte altre, lodabili per bravura e anche umiltà.
Quando si tratta della mia trinità letteraria “moderna” – perché, sì, insomma, ne ho anche una “classica” composta da Francesco Petrarca, Luigi Pirandello e Giuseppe Tomasi di Lampedusa – non posso non parlarvi delle loro nuove avventure letterarie.
Oggi, a poche settimane dall’uscita della sua ultima fatica, vi parlo difatti di Serena Nobile aka Virginia de Winter di romance vestita e del suo Quello che i tuoi occhi nascondono.
Una cover che attira immediatamente l’interesse, una sinossi di tutto rispetto: si presenta così, il romanzo di Serena/Virginia, agli occhi dei lettori curiosi.
Una storia maliziosa, misteriosa, miscelata. Una storia scritta da un’autrice camaleontica, capace davvero di dissimulare se stessa, immergendosi in un altro stile e in un altro genere ben lontano dal suo stile e dal suo genere: di fatti, se non avessi saputo che dietro la Nobile ci fosse la mia amatissima de Winter, non l’avrei mai e poi mai sospettato.

10/05/17

RECENSENDO "OBSESSION" DI JENNIFER L. ARMENTROUT

L'istinto mi gridava di scappare, di mettermi a correre più veloce che potevo. Eppure non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. Nello sguardo di Hunter non c'era comprensione, ma un calore primordiale da cui il mio corpo era attratto.



Gli alieni sono tra noi. Belli, intraprendenti, ironici, ma tanto tanto pericolosi. Gli alieni sono tra noi e c’è pure chi si innamora perdutamente, anche se non è un luxen, anche se è soltanto ombre e malvagità.
Ma è pure vero che ogni medaglia ha due facce e gli arum forse non sono soltanto ombre e malvagità, almeno così ci fa intendere Hunter che volta le spalle al governo per difendere un’umana, diventando una sorta di “latitante” geloso e iperprotettivo. Il DNA da uomo alpha non gli manca, così come non gli manca la battuta pronta e un arsenale di muscoli da mostrare a tempo debito. E Serena, la nostra protagonista femminile, di certo non si scandalizza nel vederlo spuntare dal nulla e con solo i jeans addosso.
Non sto qui a raccontarvi per filo e per segno la passionalità e le avventure di Obsession, edito in Italia da Giunti e scritto dalla quotatissima Jennifer L. Armentrout, vi toglierei ogni sfizio: posso però dirvi che la serie Lux si colora di rosso.

09/05/17

IMPARARE A LOTTARE CON "UN CUORE BUAGIARDO" DI KATIE MCGARRY


Il coraggio ha le sue regole

 


Quando rimani senza una casa, quando rimani senza speranza, quando rimani solo al mondo: cosa puoi o devi fare? Arrenderti? Arrabbiarti? Azzardare?
Quando capisci di aver commesso tanti sbagli, quando ti carichi di troppi fallimenti, quando hai il cuore a pezzi: cosa pensi di te? Di essere sbagliato? Di non meritare nulla? Di non valere nulla?
West Young è un ragazzo senza direzione e meta, senza la consapevolezza di chi in verità sia, un ragazzo con molti demoni dentro che ora lo stanno risucchiando in una spirale fatta di rimpianti.
Non è però solo in questa discesa verso l’inferno: con lui c’è Haley.
Haley che era forte, Haley che sapeva combattere, Haley che aveva una casa. Haley che adesso non ha nulla. Non ha nemmeno se stessa.
Due spiriti in frantumi, inconsapevoli di quale sia il proprio cammino, si incontrano in una notte fatta di casualità e violenza, per poi vivere, in una trottola di avvenimenti e omissioni, prima l’amicizia e poi l’amore.

08/05/17

IN VIAGGIO CON "È UN GIORNO BELLISSIMO" DI AMABILE GIUSTI


"Eppure, non ce la faceva a scuotersi da quella specie di trance. Non era solo il suo aspetto ad attrarla, ma qualcosa che andava oltre un prodigioso insieme di lineamenti e proporzioni.
Quel ragazzo le trasmetteva una sensazione di forza, di coraggio e di libertà. I suoi gesti esprimevano energia e audacia, un che di selvatico e insolente, di naturale e di semplice. Non si muoveva come se la vita fosse un palco e lui un attore, ma come se la vita fosse il cielo e lui un falco."

 


Ci sono momenti nella vita in cui non capisci più ciò che ti sta capitando. Quei giorni non hanno nulla di bello, ma hanno quel tutto che ti porterai dentro per sempre. Il buio. L’illusione. La disperazione.
In quei giorni non sei più te stesso, non possiedi più una vita, non sai dov’è il tuo posto. Il tuo posto giusto. Perciò scappi, viaggi, cerchi e brami una maledetta boccata d’aria poiché vuoi tornare a essere. A essere sul serio. O almeno a cercare di essere sul serio.
Ti rendi conto di aver fatto da bambolina, da marionetta, di esser stata niente di niente e che, in fin dei conti, non sai niente di niente. E allora intuisci che è arrivata l’ora di allontanarti dalla tua vita: una vita che è una gabbia dorata, una bambagia di bugie, una scatola di carta che contiene un cuore di vetro.
Per Grace sarà così. Invero parte. Va via dai suoi genitori, va via dalla sua esistenza perfetta da bambolina perfetta, va via dal fidanzato dei sogni che forse tanto fidanzato dei sogni non è. Le basta un solo giorno bruttissimo per perdere il suo futuro bellissimo. Perlomeno è quel che pensa mentre si lascia alle spalle ogni ricordo di un’adolescenza che ha smesso di pulsare nelle vene.
Deve diventare grande. Deve combattere i mulini al vento. Deve cadere e rialzarsi. Da sola. In compagnia di un ragazzo sconosciuto Di nuovi amici bizzarri. Di un animaletto bizzarro.
Grace cade, si rialza, rotola, salta. Grace non è più Gracie. Grace è Grace e basta.
Si avvicina a verità nascoste, a città mai visitate, si innamora di un ragazzo che con sé ha tanti – tantissimi – dolori ben celati sotto i colori di un tatuaggio-riscatto. Un tatuaggio portatore di segreti. Piccoli, sofferti segreti.

05/05/17

Recensione - "Hyperversum Ultimate"


Titolo: Hyperversum Ultimate
Autore: Cecilia Randall
Editore: Giunti
Prezzo: € 17,00
Pagine: 480



Phoenix, Arizona, futuro prossimo. Alex ha deciso: tornerà nel medioevo da Marc, che ora è il primo cavaliere di Luigi IX. Nulla può farla rinunciare al suo amore per lui, nemmeno l'ira di suo padre Daniel e il dolore per il distacco dalla famiglia. Châtel-Argent, Francia nord-orientale, XIII secolo. Mentre al castello fervono i festeggiamenti per il matrimonio di Michel de Ponthieu, Marc e Alex si ritrovano e decidono di sposarsi, ma Ian impone loro di attendere almeno sei mesi, per conoscersi meglio. Durante i due anni di distacco, Marc è cambiato, è diventato un uomo di corte e un campione di guerra, sicuro di sé, quasi arrogante. Alex a volte fatica a riconoscerlo, è smarrita e sempre più spesso finisce per confidarsi con il giovane Richard, che ha una sensibilità più affine alla sua. E le cose si complicano quando Luigi IX affida a Marc una missione delicata, sulla quale grava l'ombra di una nuova guerra: a Dunkerque è stato ucciso un templare e occorre investigare per trovare gli assassini...

«Non dovreste stare qui. E non lo dico solo perché fa freddo.» La voce raggiunse Alex alle spalle. Lei chiuse gli occhi per un attimo perché la frase le ricordò un momento analogo di due anni prima, in un altro castello, durante un altro banchetto. Ma stavolta il ragazzo che l'aveva raggiunta sulle mura preoccupandosi per lei non era Marc. Era Richard Martewall.

 


02/05/17

Cosa ho letto ad aprile?

Il colore dei segreti

La canzone delle ombre

La leggenda della nave di carta

La ragazza nel giardino del tè

La ragazza del dipinto


Aprile è stato un mese molto produttivo: oltre a questi cinque romanzi, di cui a breve vi parlerò, ho anche letto Hyperversum Ultimate – la recensione è programmata per il 5 maggio – e Un mascalzone senza pari di Virginia Dellamore.
Come avete potuto notare, il blog è definitivamente in manutenzione e, per chi ancora non lo sapesse, entro giugno sarà online il sito rosypuntoevirgola a cui sto lavorando con Pamela Fattorelli.
Ripubblicherò molti degli articoli presenti sul Dragonfly, al momento in bozze, soprattutto quelli a cui tengo molto, così da portare con me, nella mia nuovissima avventura letteraria (e non), un pezzetto di questo blog.
Adesso vi lascio alle mie recensioni...


    



IL LIBRO

Inghilterra, 1943. Mentre infuria la Seconda Guerra Mondiale, Eva riceve la straziante notizia che suo marito è disperso e presumibilmente morto. Né moglie né vedova, vive sospesa nel limbo di un’esistenza incolore. È appena arrivata l’estate quando la città è invasa dalle truppe alleate. E in quel giugno inaspettatamente caldo, Eva conosce l’affascinante Bill, un soldato americano nero. Nessuno dei due può negare la passione che li travolge nelle frenetiche settimane che seguono, quando ogni giorno potrebbe essere l’ultimo. Ma poco prima che Bill sia inviato al fronte per prendere parte allo sbarco in Normandia, Eva scopre di essere incinta e si ritrova all’improvviso sola in un mondo dominato dall’intolleranza. Mentre Louisa, il frutto del loro amore, cresce e diventa donna, Eva dovrà scendere a patti con il suo passato per proteggerla. E fin dove sarà disposta a spingersi Louisa per scoprire la verità sulle sue origini?

LA MIA OPINIONE

Oggi come oggi, il colore della pelle è un colore che non ci rende diversi l’uno dall’altro – almeno così dovrebbe essere –, perché siamo riusciti ad annullare i pregiudizi e la bigotteria dietro la quale spesso la mente umana si nasconde – almeno così si spera –, riuscendo in tal modo a fare un passo verso l’unità. Il colore dei segreti di Lindsay Jayne Ashford, pubblicato in Italia da Amazon Crossing, è un romanzo che parla di disuguaglianze in un mondo tarato, nel quale contava solo il bianco, poiché il nero era sporcizia, inferiorità, orrore. Guai a mescolarsi con la gente di colore! Guai a fare figli con loro! Infatti Eva, la protagonista del romanzo, lo capisce ben presto e vivrà sulla propria pelle – candida come latte – la necessità di difendere ciò che ha più a cuore: sua figlia Louisa. Quella de Il colore dei segreti è una storia di coraggio, di dolore, di verità inconfutabili delle quali la Ashford ci fa un dipinto chiarissimo e senza fronzoli. Ci parla della cruda realtà del dopoguerra, di come il dopoguerra ha cambiato il mondo e le persone, di come ha distrutto ma anche ricostruito. Lo stile semplice dell’autrice permette al lettore di viaggiare nel tempo, dal 1943 al 1978, tra le quattrocento pagine che ci raccontano di due donne – Eva e Louise – forti e fragili. Lindsay Jayne Ashford ci offre un libro pensante, un libro con una morale, non di certo una storiella di fattarelli, proprio per questo ne consiglio la lettura a un pubblico che è alla ricerca di un’opera corposa e ben strutturata, non di certo leggera, sia per contenuto sia per mole, capace di essere difficilmente dimenticata.



IL LIBRO

In convalescenza in una cittadina del Maine in seguito alle ferite provocate da un colpo d’arma da fuoco che stava per costargli la vita, il detective Charlie Parker fatica a superare le angosce legate all’esperienza drammatica recentemente vissuta. La clinica in cui è ricoverato ospita una vedova di nome Ruth e la giovane figlia di lei, Amanda, donne tormentate e sfuggenti, testimoni e vittime di un passato tragico che risale agli anni della Seconda guerra mondiale e a una città polacca, Lubsko, dove sorgeva un campo di concentramento nazista. Indagare sul loro trascorso per Parker significa dissotterrare segreti atroci e rievocare crimini inauditi e lontani. Ruth e Amanda sono in pericolo, minacciate da qualcuno che non ha sopportato l’affronto della loro sopravvivenza e che, come un’ombra, è tornato dalle tenebre del passato per reclamare il proprio tributo di sangue. Ferito nel corpo e nell’anima, il detective dovrà fare appello alla determinazione e all’acume che gli restano e che, sebbene messi a dura prova, rappresentano la sola possibilità di salvezza delle due donne. Una nuova indagine per il detective Charlie Parker, la dolorosa discesa negli abissi più tormentati della psiche umana.

LA MIA OPINIONE

Se amate John Connolly non potete non leggere La canzone delle ombre: dopo Il lupo in inverno, l’autore torna nel Belpaese grazie a TimeCrime che ha deciso di riprendere in mano la serie dedicata all’intrigante Charlie Parker. Nuova indagine, nuovi sentimenti, nuovi ostacoli in questo mix di poliziesco e sovrannaturale. Connolly riesce sempre a meravigliarmi, a strapparmi il cuore, a farmi stare in apnea di pagina in pagina. Se tutti i thriller fossero così, non leggerei altro, in quanto i personaggi di Connolly – Charlie Parker in special modo – ha il potere di entrarti in testa per poi rimanervi. Il punto forte della serie, infatti, è la caratterizzazione psicologica ed emotiva del protagonista: un uomo ferito nel corpo e nell’anima, un uomo che non riesce mai a rialzarsi e che continua a zoppicare di caso in caso, di paese in paese, di orrore in orrore. Proprio questa sua vulnerabilità, questa sua oscurità, è la chiave di volta dei romanzi dedicati a Parker. Lo stile di John Connolly è irreprensibile, schietto, ma intenso, con l’aggettivo al punto giusto, la virgola al punto giusto. Non trovo mai un elemento negativo: forse perché adoro l’autore, forse perché adoro la serie, chissà! Trovo che le trame e i risvolti narrativi crescano a ogni volume, come se le parole fossero una piccola onda che il terremoto trasforma in tsunami. Ecco: Charlie Parker sa come far tremare il cuore dei suoi lettori. Sono rimasta così affascinata da La canzone delle ombre, da non sapere se lo preferisco a Il lupo in inverno, nel quale la componente gotica era molto molto forte. Lettura consigliatissima!